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Rifiuti: no ai ripensamenti nell’ATO Costa
 Scritto da FIT CISL Toscana  il 23.10.15  in USR Toscana >> Fisco e tariffe
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Il sindacato invita ad accelerare i tempi di un percorso che il resto della regione avrà ultimato a dicembre. E avverte: “Tornare indietro ora sarebbe un disastro.”

“Accelerare i tempi per arrivare a un unico soggetto di gestione dei rifiuti nell’ATO Costa”, che riguarda le province di Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa, perché “tornare indietro ora sarebbe un disastro”. 

A chiederlo è la Fit-Cisl toscana che si dice “preoccupata per una situazione che sta determinando incertezza fra il personale sul proprio futuro e l’impossibilità per le attuali aziende di fare investimenti, mentre i cittadini vedono ancora lontane le prospettive di un servizio efficiente, di qualità e a costi contenuti.”
La Fit ricorda che l’ATO Sud (Arezzo, Siena, Grosseto) ha già aggiudicato il servizio alla società SEI Toscana e che l’affidamento è ormai al termine anche nell’ATO Centro (Firenze, Prato, Pistoia) con l’aggiudicazione prevista entro fine anno. Ancora tutto in alto mare invece nell’ATO costa, che ha scelto un percorso differente: non sarà messo a gara il servizio, ma costituita la società ‘Reti Ambiente Spa’ in cui far confluire personale (1500 persone), mezzi e strutture delle municipalizzate dei rifiuti (si parla di circa 110 comuni), per poi bandire una gara per l’assegnazione del 40% di Reti Ambiente.
Nel luglio scorso i sindacati hanno firmato un accordo che dà ai lavoratori garanzie occupazionali e di salvaguardia del reddito e prevede criteri per il futuro gestore unico, misto pubblico-privato, il cui partner industriale sarà individuato alla conclusione del percorso di gara “a doppio oggetto”, con il contestuale affidamento del servizio per i prossimi anni.
Il percorso però segna il passo, tanto da far temere che qualche comune ci abbia ripensato. “Tornare indietro  - avverte il Segretario della Fit toscana, Stefano Boni - e mettere di nuovo in discussione il progetto solo perché qualcuno non si sente più parte integrante della nuova organizzazione sarebbe un disastro, i cui costi ricadrebbero in primis sui cittadini e subito dopo sui lavoratori, che pagherebbero errori di cui non sono responsabili.” Secondo Boni solo un soggetto forte può essere promotore di un servizio moderno, offrendo qualità e economicità del servizio ai cittadini e sicurezza occupazionale ai lavoratori.
Per questo Boni chiede anche alla Regione Toscana di fare pressione perché l’ATO Costa “metta in campo tutti gli accorgimenti possibili per dettagliare le procedure, affinché la società Reti Ambiente possa prendere vita” e i Comuni interessati “agevolino il percorso per garantire maggiore efficienza e integrazione dei processi. Nella prossima estate le procedure devono essere terminate, per indire finalmente il bando di gara, in modo da terminare il percorso entro il 2016 e allineare la costa agli altri Ambiti della Toscana.”

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Ottobre 2015 08:24
 
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