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Come riavvicinare la sanità ai cittadini
 Scritto da USR CISL Toscana  il 10.07.18  in USR Toscana >> Varie

RiccardoCerza

In una lettera al Corriere Fiorentino, il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza chiede che sul sistema sanitario regionale la discussione sia completa e trasparente e non a pezzi e a porte chiuse. Eccone il testo.

Caro Direttore,

da qualche mese il dibattito sulla sanità toscana si è fatto più acceso, tra problemi evidenziati, aggiustamenti, critiche parziali e difese d'ufficio. Ma vista l'importanza della materia (c'è qualcosa di più importante della tutela della salute?), occorre affrontare il tema con calma, trasparenza e onestà.

L'attuale 'sistema' della sanità in Toscana è stato modificato con una legge regionale di riforma varata nel gennaio 2016. A due anni e mezzo di distanza più che continuare in una sorta di 'revisione' sottotraccia, smontando quella riforma un pezzo alla volta, occorre, a mio avviso, domandarsi con onestà intellettuale cosa ha funzionato di quella riforma e cosa no.

E' quello che hanno cercato di fare finora Cgil, Cisl e Uil, con una piattaforma unitaria che evidenzia i problemi che i cittadini incontrano, a cominciare dalle liste d'attesa e dall'assistenza sul territorio.

Come sindacati abbiamo un punto di vista privilegiato: ascoltiamo la voce di chi la sanità la conosce dal di dentro, perché ci lavora, ma anche quella di tutti gli altri nostri iscritti, che con la sanità hanno a che fare da utenti. Quindi non corriamo rischi di corporativismo o parzialità.

Così, in questi due anni, abbiamo constatato che esiste anche un serio problema di 'governance', che chiama in causa il rapporto tra il ruolo politico della Regione e i manager di area vasta.

L'accorpamento ha dato ai direttori generali delle 3 'super Asl' un potere amplissimo, con la possibilità di gestire direttamente un budget di spesa enorme (la sanità assorbe da sola l'80% delle risorse del bilancio regionale). E la Regione ha difficoltà ad attuare un controllo costante della spesa, limitandosi spesso al ruolo di indirizzo e programmazione, mentre la discrezionalità dei direttori generali resta senza controllo. Questa situazione ha creato un allontanamento, percepito dai cittadini, della sanità dal territorio e dai bisogni della gente.

Per ricucire questa frattura bisogna dar vita ad un governo della sanità, sul territorio, condiviso con gli interessi espressi dalle comunità locali: sindaci, cittadini, sindacati, volontariato; e servono nuove figure dirigenziali intermedie, in grado di dialogare costantemente con questi portatori di interesse dei territori, che garantiscano una catena di comando e controllo più continua e presente.

Questa Giunta e questo Consiglio regionale, maggioranza e minoranza, hanno ancora due anni di lavoro davanti, che vanno usati non per una lunghissima campagna elettorale, ma per risolvere i problemi dei toscani; e la sanità è evidentemente un nodo essenziale.

Per questo serve una discussione completa e trasparente sul sistema sanitario, non un dibattito a pezzi e a porte chiuse.

Riccardo Cerza, segretario generale Cisl Toscana


Ultimo aggiornamento Martedì 10 Luglio 2018 11:49
 
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